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Da blue ocean a deep sea, cosa ci insegna il caso Cirque du Soleil

Smartangle News • Giu, 2020

Da blue ocean a deep sea, il caso del Cirque du Soleil, che ieri ha avviato le procedure per la bancarotta controllata, ci fa riflettere sulla necessità di innovare… continuamente!

Ieri ho sentito la notizia, oggi nessuno, o quasi, ne parla sui media: il Cirque du Soleil ha avviato le procedure per la bancarotta controllata ed ha licenziato il 95% della sua forza lavoro, ovvero circa 3500 persone.

Questa notizia, oltre ad essere stato un duro colpo al cuore, per i miei trascorsi giovanili e per il fatto di aver visto ben tre dei loro meravigliosi spettacoli, mi ha fatto molto riflettere.

Pare che la causa del tracollo di questo oceano blu, raccontato in entrambi i libri* di Kim e Mauborgne, come uno degli esempi più eclatanti di business che ha creato un nuovo concept di circo senza animali, e incentrato solo sulla bravura degli artisti e la spettacolarità dei numeri, sia dovuto principalmente alla pandemia. Infatti sembra che fossero in programma circa 40 spettacoli in giro per il mondo, e che ovviamente siano stati tutti cancellati a causa del virus.

L’azienda ha provato a ripensare al modo di fare spettacolo, creando uno show chiamato Quarantine di 23’ e pubblicandolo su YouTube (ne consiglio vivamente la visione), ma neanche questo ha ovviamente funzionato.

Non mi sono chiesto cosa sia successo, perché solo l’azienda lo sa, ma ho riflettuto su cosa poter imparare da questa ennesima “catastrofe” culturale e imprenditoriale.

Da questa storia ho appreso che anche un’azienda solida, con quasi un miliardo di dollari di fatturato, che ha rivoluzionato il mondo circense, e che ha dato nuovo vigore al settore, può essere messa di fronte al dilemma di come innovare per rispondere all’emergenza.

Questa storia mi ha insegnato, e confermato ancora una volta, che sapersi adattare è assolutamente necessario per tutte quelle imprese che fanno e parlano di innovazione. Saper prevedere azioni, anche drastiche, sulla base di una pianificazione attenta e veloce di nuovi scenari. Saper rischiare e prendere decisioni anche impopolari, per poter ripensare un modello di business da zero.

Ho imparato che anche se si è stati i pionieri di un cambiamento così radicale, è importante mantenere la curiositàe la capacità di rischiare del pioniere, senza mai fermarsi. Non bisogna mettere le tende laddove si è trovato l’oro, ma bisogna approfittarne e poi guardare avanti, verso nuovi orizzonti.

Mi sono accorto che così come il Cirque du Soleil, anche moltissime altre aziende, dalle grandissime (si veda il caso Hertz) alle piccolissime, si sono trovate a fronteggiare delle emergenze improvvise, e sono cadute o cadranno. Ma non credo sia tutto imputabile solo ed esclusivamente al virus, che ci ha tenuti (e in alcuni Paesi ancora ci tiene) chiusi in casa.

Credo che la mancanza di una capacità di adattamento e di pivoting (come dicono gli inglesi) siano una concausa del fallimento di tante di queste realtà. Se non si è in grado di gestire i propri processi per innovare, e rispondere ai problemi, in maniera snella, veloce e soprattutto efficace, il destino è pressoché segnato.

Forse ne vedremo ancora di casi così eclatanti, anche se spero sinceramente di no. Ma è anche vero che mai come oggi, e come in questo periodo, è valido quanto andiamo dicendo da molto tempo: bisogna innovare in maniera più smart, piuttosto che in maniera opportunistica, utilizzando numerose risorse e copiosi budget, per “partorire il topolino” dalla famosa montagna.