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Le trappole per il problem solving

[parte II]

Smartangle News • Apr, 2020 • #5

Riprendiamo il discorso sulle trappole del problem solving, per imparare ad evitarle e, ovviamente, per essere più efficaci nel risolvere i problemi.

Ai tre limiti già individuati nella parte I, ovvero: frammentazione, silos e indifferenza, ne possiamo aggiungere altrettanti.

SFIDUCIA

Se non vi fidate dei vostri colleghi, in un esercizio di problem solving, avete certamente un limite importante. Succede abbastanza spesso che la sfiducia scaturisca dal fatto che vi dovete affidare a delle competenze che non avete.

Infatti, quando si tratta di competenze altrui questo può generare diffidenza. Non si crede nelle competenze del proprio collega, oppure si pensa che le sue competenze siano poco indicate alla risoluzione efficace del problema.

Ma a volte la sfiducia potrebbe essere anche verso voi stessi. In questo caso non si crede nelle proprie capacità, e si tende a sottrarsi da eventuali attività, che invece potrebbero necessitare della nostra competenza specifica.

TIP: è importante che creiate sempre un’atmosfera di fiducia reciproca e di riconoscimento delle competenze, vostre e dei vostri colleghi.

RIGIDITÀ

Se manca la flessibilità è inutile addirittura che iniziate a cimentarvi con il problem solving. Per risolvere i problemi in maniera efficace è necessario che siate mentalmente aperti, quindi bisogna evitare la rigidità.

Lavorare secondo degli schemi precisi, delle linee guida, o utilizzare dei metodi quali possono essere quelli di Smartangle, va bene. Ma ben altra cosa è se siete troppo fermi sulle vostre posizioni, o seguite pedissequamente un procedura, o un protocollo.

TIP: la vera natura di chi vanta di avere doti di problem solver è appunto la flessibilità, il pensiero laterale, e la capacità di vedere le cose da diverse prospettive. Solo così potete uscire dagli schemi mentali che magari vi hanno portato all’errore (e quindi al problema).

IMPAZIENZA

Last but not least c’è l’impazienza. Inutile menzionare i famosi proverbi che richiamano alla calma e alla lentezza. In questo caso, va da sé che se cercate di risolvere il problema mettendovi fretta, rischiate di commettere ulteriori errori, e ben più gravi.

Dovete evitare di fare le cose perché devono essere fatte, o di prendere determinate strade perché così dice il capo. È importante darvi il tempo necessario, e capire subito se la strada che avete preso è quella giusta o meno.

TIP: calma e concentrazione, e focus sul problema. Inutile affrettare le cose. È bene che impariate a darvi dei tempi giusti, e utilizziate dei processi che vi facciano capire subito quando siete in errore, così da cambiare strada.

Questi ulteriori limiti ad un efficace processo di risoluzione dei problemi, insieme a quelli già evidenziati nello scorso post, possono diventare molto pericolosi.

Non è necessario che si presentino tutti assieme, ne basta anche uno solo per rendere vano il vostro intero esercizio di problem solving, o per creare dei rallentamenti sensibili del processo.

Ovviamente nessuno nasce maestro, quindi fate esperienza e testate sulla vostra pelle come queste trappole possano essere insidiose.

Ma è anche vero che se qualcuno dovesse dirci che stiamo sbagliando, o stiamo ricadendo proprio in una di queste trappole, è bene saperlo riconoscere, fare un passo indietro e ri-analizzare la situazione lavorando tutti assieme come team coeso.