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Le trappole per il problem solving

[parte I]

Smartangle News • Mar, 2020 • #3

Qualche tempo fa leggevo un interessante articolo su una rivista di strategia. Questo articolo mi ha fatto riflettere su quali possano essere i veri ostacoli al problem solving, e quali le trappole da evitare.

Infatti pensavo che, oggigiorno, in un mondo aziendale dove il soft skill del problem solving è sempre più richiesto, è di vitale importanza per le aziende imparare ad innovare in maniera più smart (#innovatesmarter).

È interessante notare come, in moltissime occasioni, sia proprio la cultura aziendale a non favorire il problem solving. Proprio quell’articolo mi ha fatto ripensare ad una serie di esperienze passate, dove ho riscontrato come ci fossero una serie di roadblock, che inibivano la ricerca e l’implementazione di soluzioni veramente efficaci.

Vorrei provare a elencarne alcuni, per capire con voi come poterli affrontare.

FRAMMENTAZIONE

La frammentazione delle attività, o l’assenza di un vero coordinamento (o ancora peggio di un vero leader), sono spesso fattori che bloccano qualsiasi potenziale soluzione sul nascere.

Se nella vostra azienda non esiste un flusso comunicativo trasversale, manca qualsiasi possibilità di interagire con altre funzioni aziendali che potrebbero esservi utili alla soluzione del problema.

TIP: create momenti di condivisione, perché è essenziale per poter aggiornare reciprocamente i dipendenti e poter risolvere i problemi che si incontrano nel quotidiano.

SILOS

I silos sono il dramma di molte aziende in cui ho avuto il piacere di entrare, e con cui ho avuto il privilegio di collaborare. Lavorare in compartimenti stagni è quantomai deleterio, non solo per il problem solving, ma anche per l’innovazione.

Fate attenzione perché i silos sono non soltanto virtuali (isolamento dei dipartimenti o delle funzioni e dei ruoli), ma anche fisici. In moltissimi casi il layout del vostro ufficio potrebbe innescare anche un approccio “compartimentale” alla risoluzione dei problemi.

TIP: fate sì che ci sia una chiara visibilità sulle funzioni dipartimentali, sui ruoli e sulle competenze, perché potrebbe essere la vera soluzione al problema. Anche la rotazione del personale (ad esempio l’uso dei flex desk o dello smart working) potrebbe favorire il problem solving e lo scambio di idee.

INDIFFERENZA

Spesso si assiste, soprattutto laddove siano assenti dei processi aziendali, ad una indifferenza dettata dal fatto che molte persone pensano “il mio lavoro l’ho fatto“. Se vedete questo comportamento, fate molta attenzione, perché è un errore pensare che non sia più affar vostro il dover assicurare che il flusso di lavoro continui.

Questo fa immancabilmente insorgere i colli di bottiglia che rallentano il vostro lavoro, creando inefficienze e waste (n.d.r. termine che si usa nel lean per identificare gli sprechi).

Ma l’indifferenza vi crea un problema nel problema. Ovvero un limite all’eventuale risoluzione del problema. Scusate il gioco di parole, ma è evidente che se i vostri dipendenti non si curano del fatto che per risolvere un problema sono necessarie attività diverse, e che queste attività devono essere opportunamente svolte, questo creerà uno stallo.

Quindi il vostro problema resta dov’è e resta irrisolto.

TIP: spesso i processi aziendali possono aiutarvi a risolvere il problema dell’indifferenza, perché rendendo chiari ruoli, funzioni e attività, supportano il flusso di lavoro di ognuno. Ovviamente per evitare l’indifferenza è necessario che si crei anche un corretto flusso comunicativo.

[fine della prima parte…seguiteci per la seconda parte]